Sei giorni per ritrovare la rotta e prepararsi al match di Perugia. L'Ascoli di Massimo Pulcinelli si trova ad affrontare gli ultimi due mesi di una stagione cruciale, che determinerà il futuro dello storico club di corso Vittorio Emanuele. La pesante sconfitta casalinga per 3-0 contro la Ternana e le successive dichiarazioni del patron hanno riacceso tensioni che covano da mesi, sia dentro che fuori dal campo.

I rapporti tra l'imprenditore romano, proprietario della catena Bricofer, e la tifoseria ascolana appaiono ormai definitivamente compromessi. Dal "maledetto 10 maggio" che sancì la retrocessione del Picchio in Serie C, la situazione non sembra essere migliorata. Nonostante alcuni cambiamenti nei volti della dirigenza, la gestione economica della società e l'approccio al settore tecnico continuano a seguire lo stesso preoccupante andamento.

L'abitudine di cambiare frequentemente gli allenatori si è rivelata inefficace, soprattutto considerando che ai tecnici non vengono forniti gli strumenti adeguati per raggiungere gli obiettivi prefissati. Anche il tanto decantato progetto del vivaio non sembra produrre i risultati sperati.

Attraverso i suoi canali social, Pulcinelli ha recentemente annunciato l'intenzione di cedere le proprie quote azionarie entro marzo, un termine piuttosto ristretto per concludere un'operazione di tale complessità. Va ricordato che già nel giugno 2024, all'indomani della retrocessione, il patron aveva manifestato al sindaco Marco Fioravanti la volontà di vendere, senza poi concretizzare tale proposito.

Negli ultimi tempi, tuttavia, il club bianconero ha attirato diversi potenziali acquirenti, dalla Metalcoat a un gruppo statunitense che, dopo due mesi di trattative, ha deciso di non procedere allo scadere del termine del 12 dicembre.

Le ultime indiscrezioni parlano di un interessamento da parte di Benedetto Mancini, ex presidente del Latina, noto per aver guidato il club laziale verso il fallimento e la ripartenza dalla Serie D. L'imprenditore romano, attivo nel settore turistico-termale, avrebbe offerto poco più di 2 milioni di euro per il club, dichiarandosi disponibile a ricapitalizzare con ulteriori 5 milioni a fine stagione per coprire parzialmente le attuali perdite.

Tuttavia, la credibilità di Mancini è messa in discussione dai suoi trascorsi: negli ultimi anni ha tentato più volte di rilevare società in difficoltà, come Rieti e Catania, senza mai concludere le operazioni avviate. Senza dimenticare l'avventura col Giarre, rilevato ma la cui corsa è finita con la mancata iscrizione in Serie D e la scomparsa del club.

Mentre l'Ascoli si prepara alla fondamentale trasferta di Perugia, i tifosi bianconeri osservano con preoccupazione l'evolversi della situazione societaria, consapevoli che i prossimi due mesi saranno determinanti per il futuro del loro amato Picchio.

Sezione: Serie C / Data: Mer 26 febbraio 2025 alle 19:15
Autore: Anna Laura Giannini
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