In un momento cruciale per le sorti della Salernitana, con la retrocessione che si fa sempre più concreta, il direttore sportivo Marco Valentini ha voluto rompere il silenzio attraverso una conferenza stampa dal tono piuttosto confidenziale.
L'incontro, destinato a pochi addetti ai lavori, ha rappresentato un'occasione per fare chiarezza sul presente e sul futuro del club, in un clima di crescente contestazione da parte della tifoseria, desiderosa di risposte concrete dopo un mercato di gennaio che non ha sortito gli effetti sperati.
Valentini ha esordito difendendo con veemenza l'operato suo e della società, senza però entrare nel dettaglio delle ragioni che hanno portato a un mercato invernale giudicato da molti insufficiente. Tra un "se" e un "ma", il direttore sportivo ha lasciato trasparire una certa amarezza per l'andamento della stagione, interrogandosi retoricamente sulla consapevolezza della gravità della situazione da parte dell'ambiente.
Il tema centrale dell'incontro è stato senza dubbio la posizione di Roberto Breda. Valentini ha voluto fugare ogni dubbio sulla permanenza del tecnico sulla panchina granata, blindandolo con argomentazioni numeriche e di principio. «Breda? Ha fatto dodici punti in undici partite. Più di noi hanno fatto Sudtirol e Frosinone. Noi saremmo salvi prendendo in considerazione l’era Breda.» ha dichiarato con convinzione il direttore sportivo, sottolineando come il rendimento della squadra sotto la guida dell'attuale allenatore sia in linea con quello di altre formazioni che lottano per la salvezza.
Nonostante ciò, Valentini non ha nascosto la sua insoddisfazione generale: «Non sono soddisfatto di come stanno andando le cose, meritavamo due-tre punti in più. Siamo in un momento in cui non riusciamo ad avere continuità. Per uscire da questa situazione bisogna cambiare passo.»
Un pensiero è stato rivolto anche a Fabio Liverani, predecessore di Breda, la cui esperienza sulla panchina granata si è conclusa prematuramente. «Situazione? Ha 300 panchine in serie B. È una bandiera, ci sta che sia dispiaciuto. Ma ha l’esperienza, la consistenza di allenatore e di uomo per uscire fuori.» ha affermato Valentini, riconoscendo il valore umano e professionale di Liverani, ma ribadendo la fiducia nella scelta di Breda.
Tornando sul momento delicato della squadra, Valentini ha parlato delle valutazioni interne effettuate dopo la sconfitta contro il Palermo: «Valutazioni post-Palermo? Si sono fatte ma non per la sconfitta e per il pubblico che rumoreggia. Ci siamo sempre confrontati anche dopo le vittorie. Per me è tutto normale perché a volte anche dopo i successi bisogna analizzare cosa non è andato e dopo misurarsi. Dopo Palermo, squadra molto forte e che ha vinto per due giocate individuali e con la squadra rimasta in partita fino alla fine, abbiamo fatto delle valutazioni. E pensavo che cambiare allenatore non servisse anzi, forse poteva essere il colpo di grazia. I quattro allenatori dello scorso anno ne sono la riprova.» Il direttore sportivo ha quindi spiegato come il cambio di allenatore, pur essendo una soluzione spesso invocata, non sia sempre la panacea e, anzi, possa rivelarsi controproducente, citando l'instabilità della passata stagione come monito.
Valentini ha poi analizzato il percorso della Salernitana da inizio stagione: «Stagione? Bisogna capire da dove si è partiti. Sono stato chiamato dopo Catanzaro quando la società era preoccupata nel ripetere la stagione che aveva appena mandato in archivio, con una squadra destinata a retrocedere. Quando c’è stato il doppio cambio è iniziato un nuovo corso. Ma ora non si deve fare gli stessi errori dell’anno precedente, cercando di imparare.» Ha ripercorso le fasi iniziali della sua gestione, segnate da un cambio di guida tecnica, sottolineando la volontà di non ripetere gli errori del passato.
Il direttore sportivo ha poi espresso una riflessione più generale sulla tendenza a cambiare allenatore nelle situazioni di difficoltà: «Quando le squadre sono in difficoltà la cosa più facile per tutti è quella di cambiare allenatore per risolvere le cose. Ma non sempre è così. Tutte le squadre che lottano per non retrocedere, ad eccezione di Mantova e Carrarese, hanno cambiato allenatore. Tutte le squadre che erano impegnate nella lotta salvezza a dicembre lo sono anche loro. Quella non è la soluzione. Non bisogna farsi prendere dal momento.» Valentini ha evidenziato come la maggior parte delle squadre in lotta per non retrocedere abbia già optato per un cambio in panchina, senza però ottenere risultati significativi, invitando a non farsi condizionare dalle reazioni emotive del momento.
Guardando al futuro e prendendo ad esempio altre realtà, Valentini ha citato il Frosinone: «Frosinone? Erano disperati quando sono arrivati a Salerno e poi hanno fatto quattro vittorie di fila. Io sono convinto che questa squadra possa scattare come hanno fatto loro.» Ha espresso la sua fiducia nella possibilità che la Salernitana possa avere una reazione simile a quella avuta dalla squadra ciociara.
Un passaggio dell'intervista è stato dedicato alla prossima sfida contro la Juve Stabia: «Juve Stabia? La serie B richiede gente avvelenata. Le prime parole che ho detto alla squadra sono queste. La Juve Stabia ha motivazioni ma anche noi ne abbiamo tantissime: vogliamo rialzarci da questa classifica difficile, c’è unità e voglia di emergere e tirarsi fuori da questa situazione. Se loro hanno i loro obiettivi, noi avremo i nostri. Questa città non deve retrocedere. Abbiamo tutti i mezzi per tirarci fuori. Le chiacchiere contano poco, bisogna fare i fatti. Ora conta lavorare e cercare di migliorare perché la classifica ci impone questo.» Valentini ha sottolineato l'importanza della determinazione e della fame di vittoria in Serie B, ribadendo la volontà della squadra di riscattarsi e di raggiungere la salvezza.
Inevitabile un commento sul discusso mercato di gennaio: «Mercato? Abbiamo lavorato per migliorare la rosa. Ne ho presi nove ma non tutti titolari. Quello che vive la Salernitana lo vivevano anche altre squadre. Noi abbiamo preso rinforzi che dovevano darci una mano sia nell’undici titolari che per darci ricambi di qualità. Per caratteristiche ad esempio mancava sostanza e quantità e penso a Girelli e Zuccon. E se il loro minutaggio non è importante e perché ci sono calciatori che hanno qualità. Raimondo lo volevano dieci squadre di serie B e anche Cagliari e Parma.» Valentini ha difeso le operazioni di mercato, spiegando come gli acquisti siano stati mirati a rinforzare la rosa sia a livello di titolari che di alternative, citando ad esempio gli arrivi di Girelli e Zuccon per dare maggiore sostanza al centrocampo. Ha inoltre sottolineato l'interesse di diverse squadre per alcuni dei nuovi acquisti, come Raimondo.
Un focus è stato posto anche sul reparto offensivo: «Attacco? Cerri ha fatto la differenza ma poi il rigore di Cesena lo ha obbligato a perdere il colpo. Raimondo invece ha subito il contraccolpo psicologico. Io confido che abbiamo preso i due migliori attaccanti. Credo che questa squadra abbia un attacco inferiore solo a pochi organici. Con qualche gol in più avremmo avuti punti in più in un campionato che si deciderà alla fine.» Valentini ha espresso fiducia nel potenziale degli attaccanti Cerri e Raimondo, nonostante le recenti difficoltà, convinto che con una maggiore concretezza sotto porta la squadra avrebbe potuto ottenere risultati migliori.
Infine, una battuta sul mancato arrivo di Pohjanpalo: «Pohjanpalo? È un giocatore che alla Salernitana ultima in classifica in serie B non ci sarebbe mai andato. Per lasciare la serie A avrebbe accettato solo il Palermo. L’operazione sarebbe costato 5 milioni di euro il cartellino, 2,5 all’anno per tre anni. Quasi 20 milioni di euro. Poteva essere poi un’operazione giusta?» Valentini ha chiarito i motivi che hanno portato al fallimento della trattativa per l'attaccante finlandese, sottolineando gli elevati costi dell'operazione e la volontà del giocatore di accettare solo il Palermo in caso di trasferimento in Serie B.
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