Il centrale difensivo Giacomo Risaliti si conferma l'uomo più utilizzato della stagione del Livorno, con 2.325 minuti in campo, sei in più del compagno di reparto Duccio Brenna. Classe 1995, Risaliti rappresenta un punto fermo per il tecnico Paolo Indiani, che lo ha allenato negli ultimi tre anni, dai tanti campionati insieme nei professionisti a Pontedera fino alla promozione in Serie C con l'Arezzo.
Dopo la fondamentale vittoria di Seravezza, il Livorno ha ora il match point promozione e Risaliti, in una intervista al quotidiano "Il Tirreno" non nasconde l'entusiasmo: "È stata una vittoria pesante per mille motivi. Dopo due sconfitte in fila abbiamo vissuto il momento più complesso della nostra stagione e il morale non era certo alle stelle nonostante il largo vantaggio sulle inseguitrici. E poi sono tre punti d'oro perché ci regalano la grande occasione di domenica. Vogliamo concretizzarla e regalare una gioia alla nostra gente".
Una reazione da grande squadra
I primi venti minuti a Seravezza hanno visto il Livorno segnare tre reti, mostrando una determinazione impressionante: "Sono stati i migliori di tutta la nostra stagione. Avevamo una rabbia con cui avremmo potuto spaccare il mondo. Abbiamo aggredito la partita come meglio non potevamo fare, poi c'è stato un po' di calo fisico e di nervi ma ormai la vittoria era già in banca. Peccato per aver preso due gol, ma l'importante erano i tre punti".
Riguardo all'atmosfera che si respira nello spogliatoio in questa settimana decisiva, Risaliti commenta: "È una sensazione che ho già avuto la fortuna di vivere. È una settimana bellissima da vivere, perché capisci che l'obiettivo per cui hai lavorato mesi adesso è lì. Lo sfiori e devi solo afferrarlo. Ho sempre avuto fin dal primo giorno di ritiro la consapevolezza che questo gruppo fantastico non potesse che avere questo epilogo".
I momenti chiave della stagione
Interrogato sui momenti decisivi della stagione, il difensore ne individua due: "In primis la rimonta sul Grosseto. Eravamo sotto 0-2 dopo un primo tempo quasi alla pari, entrando nello spogliatoio mi dissi 'se la ribaltiamo siamo davvero forti'. Con i cinque gol del secondo tempo mi sono risposto da solo". E aggiunge: "E poi la vittoria a Città di Castello sul Trestina. In un campo difficile, con condizioni non favorevoli, portare a casa i tre punti fu un gran colpo. Lì ho pensato che saremmo arrivati in fondo".
Il ruolo fondamentale di Indiani
Sul peso di Indiani nella sua decisione di venire a Livorno, Risaliti è chiaro: "Beh, tanto. E il resto lo ha fatto una piazza come questa a cui non si può dire di no. Pensi che avevo ancora un anno di contratto in C ad Arezzo e sarei rimasto volentieri. Poi però quando ha chiamato il mister insieme al Livorno non ci ho pensato due volte".
Il difensore riconosce ampiamente il contributo dell'allenatore nel percorso verso la vittoria: "C'è tantissimo del mister. Fa sembrare facili le cose difficili. Ora sembra banale essere a un passo dal vincere questo campionato, ma a luglio non era così scontato. È un martello, ma ti porta sempre a dare più di quello che hai. L'ho avuto da giovane a Pontedera e ha voluto dire tantissimo per la mia carriera. Poi l'ho ritrovato e va detto che fa come il vino: più passa il tempo e più migliora".
La filosofia offensiva e le ambizioni
Riguardo alla fase difensiva, che in alcuni momenti della stagione ha mostrato qualche incertezza, Risaliti è onesto: "La nostra forza è l'attacco. Abbiamo segnato una marea di gol. Il gioco offensivo che facciamo ci porta a esporci e rimanendo spesso uno contro uno con gli attaccanti avversari qualche errore viene fuori. Però se uno vuole vincere serve giocare in modo propositivo".
Ciò che l'ha colpito maggiormente di Livorno è "la fame che ha questa città di tornare nel calcio che conta. Si sente per strada, nella gente che ti ferma, tutti parlano del Livorno. Non mi era mai capitato. È una realtà troppo grande per la D e anche la C le sta stretta".
L'appuntamento con la storia
Per la prossima partita contro il Terranuova, potenzialmente decisiva, Risaliti promette: "Andremo in campo per ammazzare la partita e quindi il campionato. Ci sarà un po' più di pressione e soprattutto i ragazzi giovani dovranno essere bravi a gestirla. Ad Arezzo nella partita per chiudere la contesa, ci ritrovammo sotto dopo 30". Dobbiamo essere bravi a gestire le emozioni e aggredire il match come fatto a Seravezza".
Vincere a Livorno rappresenterebbe per lui "un ulteriore passo avanti della mia carriera. Venendo qui sono sceso di una categoria, ma l'ho sempre considerato un passo avanti. Vincere qui vorrebbe dire, nel mio piccolo, rimanere nella storia di un club veramente importante. Di sicuro è una stagione che mi resterà nel cuore".
Sul suo futuro, Risaliti è ottimista riguardo alla possibilità di continuare con la maglia amaranto: "Sono discorsi che faremo a bocce ferme. Qui mi sono trovato alla perfezione, è una città bellissima che quest'anno penso si sia anche riconosciuta nella squadra. La mia volontà è quella di proseguire questo cammino. Penso non ci siano problemi, ne parleremo con la società, ma vorrei restare a Livorno il più a lungo possibile".
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