La proprietà della Ternana rompe il silenzio con una conferenza stampa fiume in cui il presidente Stefano D'Alessandro ha voluto fare chiarezza sul recente avvicendamento tecnico che ha portato all'allontanamento di Ignazio Abate e all'arrivo di Liverani sulla panchina rossoverde. Un intervento deciso, a tratti veemente, che ha toccato numerosi temi caldi dell'attualità del club umbro.
«Immagino abbiate molte domande, quindi andrò dritto al punto e lo farò in maniera diretta», ha esordito il presidente, visibilmente contrariato per alcune ricostruzioni circolate nelle ultime ore. «Non posso più tollerare che si continui a tornare su quella vicenda con motivazioni infondate. Anche ieri è stata riportata la notizia che la ragione dell'esonero sarebbe il mancato inserimento in lista di un giocatore specifico. Questa narrazione non è più accettabile».
Il riferimento è alla presunta causa dell'allontanamento di Abate, individuata da alcuni nella mancata inclusione del figlio Mattya, attaccante della formazione Primavera, nella lista dei convocati. Una versione che il presidente ha categoricamente smentito, puntualizzando: «Si sta giocando in modo scorretto. Il problema non era l'esonero, né questa volta né la precedente. Il problema, a quanto pare, sarebbe D'Alessandro. Ma D'Alessandro vuole solo il bene della Ternana. È il primo pensiero quando mi sveglio e l'ultimo quando vado a dormire».
A supporto della propria decisione, il numero uno del club ha snocciolato dati e numeri: «Siamo stati in testa alla classifica dopo le prime tre partite contro Pontedera, Gubbio e Pineto. Poi abbiamo perso 5 punti. Nello scontro diretto con l'Entella eravamo a più due. Contro il Pescara noi pareggiamo, l'Entella vince. In quattro partite abbiamo perso 7 punti. Solo che voi non lo vedevate. Io smentisco subito quella cosa e oggi viene nuovamente tirata fuori. Nelle ultime due partite avevamo 6 punti a disposizione e ne abbiamo conquistato solo uno, lasciandone 5 per strada».
D'Alessandro ha quindi spiegato la logica della sua scelta: «Io faccio il presidente e devo intervenire per invertire la rotta. Devo essere convinto di aver fatto tutto il possibile per vincere il campionato. Qualcuno non la pensa come me? Ci sta. Ma diffondere informazioni false, questo no. I numeri parlano chiaro. In due occasioni il risultato poteva dipendere da noi. A Campobasso conoscevamo la situazione in anticipo, eppure abbiamo perso. Se qualcuno pensava che io stessi aspettando l'occasione, si sbaglia. I fatti dimostrano che non è stato così. Il più rammaricato per quanto accaduto domenica sono io. Mi sto giocando la vittoria del campionato».
Nel corso del suo intervento, il presidente ha anche affrontato il tema della programmazione societaria, rispondendo implicitamente alle critiche sulla gestione del club: «Questa società sta programmando, solo che qualcuno non vuole vederlo. Io sono arrivato il 25 settembre. Sapete quanti problemi c'erano qui dentro? Zero, perché li ho risolti tutti io. Il gruppo squadra vive in una bolla, messo nelle migliori condizioni per lavorare».
D'Alessandro ha poi elencato gli investimenti fatti: «Abbiamo aggiunto fisioterapisti e preparatori. Organizziamo le trasferte più impegnative in aereo, quando c'è gente che le affronta in bicicletta. E costa, credetemi. Il pullman è nostro, mettiamo la benzina, paghiamo l'autostrada e andiamo. Abbiamo assunto come direttore il segretario generale del Milan e dell'Inter. Stiamo elevando il livello in ogni aspetto».
Non sono mancati riferimenti a questioni infrastrutturali e logistiche: «Domani mattina andremo a depositare la convenzione con il PEF. Per quanto riguarda il pullman, Troiani è venuto a dirci che nessuno lo pagava. Mi sono fermato e ho chiesto ai ragazzi se gli piacesse il mezzo. Ecco il nuovo contratto. Ma a quanto pare nemmeno questo va bene».
Particolarmente significativo il passaggio sugli interventi strutturali: «In 50 anni nessuno ha rifatto le radici dello stadio, ma io l'ho fatto. Ho rifatto persino il cancello. Gestisco la Ternana come se fosse casa mia, nel modo migliore in cui credo vada fatto».
Il presidente ha poi affrontato un tema scottante legato al mercato e in particolare alla situazione contrattuale del capocannoniere Cicerelli: «Sono stato accusato di aver sollevato dall'incarico un direttore generale e un direttore sportivo. Ma conoscete il contratto di Cicerelli? Se malauguratamente non dovessimo salire di categoria, tornerà a Catania. In Serie C è in prestito oneroso pagato da me, perché prima non ha pagato nessuno. Il riscatto è previsto solo in caso di promozione in Serie B. Ecco i geni del mercato. Se non vinciamo il campionato, l'abbiamo perso. Quando apro i cassetti trovo solo disordine».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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