Nel cuore della Sardegna, tra le acque cristalline dell’arcipelago de La Maddalena, brilla un talento tra i pali: Rafael Vlasceanu. Classe 2005, portiere dalle qualità tecniche e mentali indiscutibili, attualmente difende i colori dell’Ilvamaddalena in Serie D, Girone G. Un percorso già ricco di successi e determinazione, che lo ha visto crescere nel settore giovanile dell’Universitatea Craiova, con cui ha conquistato il campionato U17, U18 e la Supercoppa U18 di Romania. In Italia, prima di approdare all’Ilvamaddalena, ha difeso i pali di Gravina e Manfredonia, esperienze che hanno consolidato il suo carattere e la sua visione da estremo difensore.
Un gruppo che è una famiglia: l’avventura all’Ilvamaddalena
Vlasceanu si è inserito alla perfezione nell’ambiente dell’Ilvamaddalena, trovando un’accoglienza calorosa da parte dei compagni e della società. "Mi sono sentito subito a casa. Qui c’è un gruppo straordinario, una vera seconda famiglia, e questo ha facilitato la mia integrazione", racconta il giovane portiere. Una sintonia fondamentale in un campionato impegnativo come la Serie D, dove il senso di squadra può fare la differenza nella lotta per la salvezza.
L’ossessione per la vittoria nata a Craiova
Il calcio è sempre stato più di una passione per Vlasceanu, è una missione. Cresciuto nell’Universitatea Craiova, squadra della sua città natale, ha sviluppato una mentalità vincente sin da giovanissimo. "Ho avuto la fortuna di vincere titoli nazionali fin dalla mia carriera giovanile. Questa ossessione di essere il migliore e di alzare trofei è qualcosa che mi porto dentro da sempre", afferma con determinazione. È un tratto distintivo della sua personalità sportiva: il desiderio costante di migliorarsi e di portare la propria squadra al successo.
Le figure chiave della sua crescita
Ogni talento ha bisogno di guide, e per Vlasceanu queste hanno avuto nomi ben precisi: la sua famiglia, in primis, che lo ha sempre sostenuto, e in particolare il padre, presenza costante in ogni allenamento, sotto la pioggia o sotto il sole cocente. Poi, ci sono stati Mitica Barbu, direttore delle juniores del Craiova, e Ștefan Florescu, allenatore con cui ha vinto i suoi titoli giovanili. "Senza di loro, oggi non sarei qui", ammette con riconoscenza, segno di una maturità che va oltre il campo.
Dal centrocampo alla porta, un destino segnato dal sangue e dalla determinazione
Non tutti sanno che Vlasceanu ha iniziato la sua avventura calcistica come centrocampista. Il destino, però, aveva altri piani. Durante un allenamento, un tiro violentissimo lo colpì in pieno volto, rompendogli il naso. Avrebbe potuto fermarsi lì, ma invece di uscire dal campo, chiese solo un attimo per asciugare il sangue e tornare tra i pali. Da quel momento, il suo posto è stato in porta, e mai scelta fu più azzeccata.
Un futuro da costruire con il lavoro e l’ambizione
L’obiettivo stagionale con l’Ilvamaddalena è chiaro: la salvezza. "Lavoriamo ogni giorno per migliorare e per mantenere questa squadra in Serie D, perché la città e la società lo meritano", dichiara con determinazione. Ma gli obiettivi personali vanno oltre. "Il mio sogno è giocare nelle migliori squadre del mondo e vincere trofei importanti, restando sempre la persona modesta che tutti conoscono".
L’approdo in GC Sport Consultants: la scelta della crescita
Da circa due mesi, Vlasceanu fa parte di GC Sport Consultants, agenzia che cura la crescita di giovani talenti. Una decisione maturata nel tempo e presa dopo un lungo corteggiamento da parte di Luca Tardivo. "L’allenatore è una figura chiave nella crescita di un calciatore, ma avere al proprio fianco un consulente serio e professionale come Luca è fondamentale per il mio sviluppo. Ho capito subito che avremmo avuto un ottimo legame e che mi avrebbe aiutato ad evolvere nella mia carriera", spiega. In un mondo calcistico sempre più competitivo, avere un team di esperti al proprio fianco può fare la differenza tra restare nell’ombra o emergere tra i professionisti.
L’ostacolo più grande? Il tempo
Nonostante il talento e la determinazione, Vlasceanu sa che il ruolo del portiere richiede pazienza. "I portieri maturano più tardi, è un dato di fatto. Ma per questo lavoro ogni giorno: per essere la migliore versione di me stesso e farmi trovare pronto quando arriverà la mia occasione". Una consapevolezza rara in un ragazzo così giovane, che lascia intravedere un futuro luminoso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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